NEGRAMARO a San Siro:
Amore che torna

Milano, 27 giugno 2018

Sono arrivata direttamente a San Siro dal mio viaggio in Islanda (qui il diario magico) per non perdermi il concerto dei  Negramaro ma  a causa di un ritardo del volo ho varcato i cancelli attorno alle 22.00 giusto in tempo per ascoltare il finale della sempre commovente  Solo 3 minuti e l’impeto rock di Sei. Questa quindi è una recensione parziale ma,come sempre, molto “sentita”.

Dopo gli innumerevoli ohh del mio viaggio, anche l’allestimento di luci, postazioni e grafica del concerto di San Siro ha ancora una volta provocato il mio stupore. Un grande impatto scenico, una concentrazione di colori e suoni, nessun eccesso, un grande livello di idee e arrangiamenti. Se L’amore qui non passa, sicuramente anche il marchio Negramaro si fa ogni anno più incisivo, caratteristico, profondo. Un suono personale e riconoscibile. Uno show, che di questi tempi preconfezionati è un vero lusso.

Il mio audio dalla tribuna stampa è perfetto. Alcuni colleghi mi informano di  un problema tecnico su Sei tu la mia città, poi risolto. Non posso aggiungere altro in cronaca, se non che, conoscendo il perfezionismo della band, questo incidente non prevedibile deve essere costato lacrime e rabbia. Ma, ribadisco, non ho rilevato alcun problema durante la mia permanenza allo stadio, commossa dal ricordo di Dolores O’Riordan in Senza fiato (con tanto di duetto virtuale) e dalle note struggenti di Meraviglioso o Mentre tutto scorre cantata a memoria dai 50.000 e rotti convenuti allo stadio.

Impariamo a non dare nulla per scontato: il tour, che  farà tappa anche il 30 giugno a Roma allo Stadio Olimpico, il 5 luglio a Pescara presso lo Stadio Adriatico, l’8 a Messina allo Stadio San Filippo ed infine il 13 luglio a Lecce allo Stadio Via Del Mare, ha già venduto oltre 155.000 biglietti e fa già segnare un importante record: nessuna band italiana, infatti, ha mai realizzato 6 date in un unico tour negli stadi. Un vero e proprio primato che fa entrare i Negramaro nel guinness della musica italiana.

Alla bravura, alla tensione rock, allo spirito indie, aggiungete anche quella profonda umanità che non guasta. Abbracciare Giuliano per me è casa, gli assolo di Lele, Pupillo, Erma and co. un motivo d’orgoglio. Un ennesimo successo, una grande evoluzione, fatta di passi e radici, amicizia, crisi e cadute. Una storia bellissima, per niente semplice.

Paola Gallo©

 

 

5 Comments

  • Attraverso le tue parole,è stato come esserci stata anch’io al concerto, hai un modo di leggere, è capire l’anima di un artista più unico che raro, detto questo apparte quel imprevisto tecnico è come tu stessa hai detto è , costato lacrime è rabbia, il concerto è stato stupendo, anche solo tramite uno schermo è arriva una tempesta di emozioni la grande umiltà che gli contraddistingue è portano da sempre sul palco, l’energia quella poesia rock che il segno distintivo dei ragazzi un mix perfetto chiamato Negramaro che io pur essendo astemia in realtà, non smettere mai di bere, volevo dire ascoltare ?❤

  • Io sono l’ultima che può dire qualcosa non essendoci stata fisicamente ma solo con il cuore ieri a San Siro, ma ho seguito tutto tramite i social, è adesso tramite la tua stupenda recensione è stato come esserci stata per davvero li, un imprevisto tecnico che sia audio, ho video può succedere, è succede a tutti gli artisti ma ciò che conta è non questo ma è l’energia,l’anima la grande umiltà che da sempre gli costradistingue è che ancora una volta hanno portato il palco, le emozioni meravigliose che anche solo tramite uno schermo sono arrivate è questo che conta ed io posso solo dire Grazie hai ragazzi è a te per questa stupenda recensione è dirti che pur essendo astemia I Negramaro sono un vino che non smetterò mai di bere pardon ascoltare ?❤

  • Audio pessimo, concerto imbarazzante non ho mai assistito ad uno spettacolo così indecoroso!!! Non si è capito nulla dal orimo minuto alla fine. Abbiamo avuto 1 minuto di silenzio totale. Abbiamo udito un rumore assordante uscire dall’impianto oer qualche secondo. In 25 anni di concerti non ho mai assistito ad uno schifo del genere. Era il Mio primo concerto dei Nagramaro e credo sarà l’ultimo. Non tanto per il problema tecnico che può succedere per carità (ma che a questi livelli assolutamente non deve esistere, più che altro se accade va risolto!) Ma per il dopo Giuliana e Co. Erano dovuti a scusarsi per il problema, un atto doveroso di correttezza nei confronti di quei fan che si sono visti rovinati un giorno di festa

    • Caro Sebastiano rispetto ogni parere, ma se definisci indecoroso lo spettacolo del 27 allora sei molto fortunato oppure hai assistito a un numero davvero esiguo di concerti. Io sono arrivata dall’Islanda con un’ora di ritardo e sono entrata a Sansiro poco dopo le 22.00 e dalla tribuna stampa, ribadisco, L’AUDIO ERA PERFETTO. “Schifo del genere” è linguaggio che non amo e che ti prego di non usare più se vuoi rimanere qui. La mia mamma mi dava una sberla sul coppino quando mi permettevo di definire “schifo” qualcosa che non lo fosse davvero. Infine: il problema tecnico di Sansiro, dove nessuno ha un audio ottimo perché è impossibile fare prove verosimili con lo stadio vuoto, era imprevedibile. Tirava, mi spiegava un tecnico del service, un vento tale da mandare in crash l’intero sistema. Ed è stato un guasto non avvertibile dal palco, almeno non completamente. Detto questo, non sono l’avvocato dei Negramaro, ma tutto questo livore, francamente, mi lascia perplessa

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