TESTA O CROCE: Il ritorno dei MODA’

 

 

 

 

Milano, 1 ottobre 2019

Un bagno di parole e di umiltà. L’incontro con i Modà sul nuovo disco Testa o Croce in uscita il 4 ottobre sembra una dichiarazione di (nuova) coscienza e di grande voglia di ricominciare. Dai testi, dalle storie, dalle frasi che escono copiose dalle canzoni, si capisce che il gruppo, e soprattutto il suo leader Kekko Silvestre, avevano bisogno di uno stop prima di ritornare a parlare con la gente con il linguaggio pop delle canzoni melodiche, suonate, che parlano d’amore e di vita.

Sono un uomo semplice che ama il pigiama (citato più volte durante l’incontro con la stampa), la cena alle 19.30, la famiglia e le partite di calcio (tifa da sempre per il Napoli) – racconta Silvestre – e dopo 7 anni di continue produzioni e concerti era arrivato il momento di prendersi una pausa per vivere. Testa o croce nasce dai dialoghi nei bar con sconosciuti, con i quali mi sono mischiato, confuso e ritrovato.  C’è stato un momento in cui non riuscivo a scrivere nemmeno la prima canzone, forse ero vuoto e stanco. Ero convinto di essere diventato un cantautore di professione e questo mi spaventava. Io invece sono sempre stato un cantautore per passione e da quando ho ricominciato a vivere la mia vita normale mi sono ricaricato di melodie e di storie da raccontare. Due persone incontrate fuori da una clinica con le quali ho cominciato ad interagire mi hanno dato il la e da lì mi sono sbloccato”. Non ho ancora superato quella linea sottile che mi separa dall’inferno. Testa o croce parte così e racconta di Cash, protagonista anche del libro di Silvestre ormai best seller.

Kekko chiede scusa per i colpi di testa e le dichiarazioni belligeranti fatte ai suoi ex editori radiofonici (Rds e Radio Italia) sostenendo di essere pronto a bere un caffè di pace. I network in questione non passano i nuovi singoli dei Modà, ma la reputa una scelta artistica.  Il disco è suonato, ricco di archi, fuori dal tempo e per questo attuale. Fedele alla linea pop del gruppo, ma sicuramente più attento ai testi, più intimi e meno facili come l’inno a Milano Guarda le luci di questa città (che ha visto il peggio dell’umanità, ma non si è persa neanche un bacio al buio e una domenica). C’è spazio per una dedica d’amore (e riparatrice per un San Valentino scordato) alla sua compagna Laura e per la voce di sua figlia Gioia che non ha velleità canore e con la quale aprirà un ristorante.

Il 5 ottobre proprio a Milano, al Mondadori Megastore di Piazza Duomo alle 15.00 si terrà un evento unico in cui la band riabbraccerà per la prima volta il suo pubblico dopo 2 anni. I Modà si esibiranno a dicembre nei principali palasport d’Italia per un’anteprima del tour e a partire dal 6 marzo raggiungeranno il pubblico di tutta la penisola, raddoppiando così gli appuntamenti al Mediolanum Forum di Assago, Milano (4 dicembre e 28 marzo) e al Palazzo dello Sport di Roma (14 dicembre e 20 marzo). Rifarebbero San Siro? Sicuramente! Molto meno impegnativo di Sanremo al quale non parteciperanno (ipse dixit). 

C’è da scommettere che il pubblico accoglierà con affetto queste nuove 13 canzoni, ognuna delle quali è un’istantanea di una parte di vita, in cui i fan di tutte le età continuano a riconoscersi. Va riconosciuto a Kekko di saper  descrivere i lati più fragili dell’uomo con autenticità e verità espressiva, provando a non essere banale: dall’amore, alle scelte difficili da affrontare. Come nel singolo attualmente in radio Quelli come me, in cui descrive la solitudine degli uomini che a volte hanno bisogno di sfogarsi con uno sconosciuto al bar o in Quel sorriso in volto in cui riesce a raccontare la storia di un amore, senza mai usare la parola amore. Spesso le cadute brusche e gli stop fanno bene e questo è sicuramente uno dei casi. E quando c’è talento e necessità di esprimerlo nessuna voce può essere soffocata. I Modà sono tornati e con loro un tassello di melodia italiana.

 

Paola Gallo©

 

 

 

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2 Comments

  • Radio Italia xché secondo te non li trasmette più i mitici moda? Un bacione Arianna

    • Cara Arianna non lavorando più a Radio Italia sono totalmente al di fuori dalle dinamiche di scelta. Come leggi nell’articolo Kekko intuisce che il brano non rientri nei gusti editoriali

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