EDOARDO BENNATO pubblica NON C’E’: pensiero punk in un disco da antologia

Milano, 19 novembre 2020

Ed anche se questa musica ti spezza il cuore NON C’E’. A me è proprio questa frase che spezza il cuore in un ragionamento fatale su quello che la musica, il talento sono e valgono. Edoardo Bennato da sempre seduto nell’angolo spigoloso di chi analizza in maniera spietata la realtà senza facili appartenenze, si trova anche in questo nuovo disco dalla parte del torto, perchè come diceva Brecht, quella della ragione era già tutta occupata. Ma al di là delle considerazioni filosofiche, Non c’è, il nuovo disco di Edoardo Bennato in uscita il 20 novembre, raccoglie anni di fatica, dissenso, bellezza, riportando alla luce con nuovi arrangiamenti 14 canzoni fondamentali come Non farti cadere le braccia, L’isola che non c’è, Mangiafuoco, Un giorno credi, Perchè in un featuring con Morgan (“un vero amico, schizzato e imprevedibile come me”) e molte altre.

Accanto ai classici, 8 brani inediti intrisi di realismo, sarcasmo e provocazione. La storia e l’attualità che stanno accanto con allarmante e insospettabile naturalezza come quella Bravi ragazzi del 1974 che diceva testuale: Una di notte, c’è il coprifuoco e pensare che all’inizio sembrava quasi un gioco. Ora non c’è più tempo per pensare tutti dentro, chiusi ad aspettare. Tutto cambia quindi ma la storia si ripete e la sapienza è un’infezione dichiara Bennato nel Mistero della pubblica istruzione, aggiungendo che ammira l’entusiasmo della Azzolina ma che per essere ministro occorre l’esperienza mentre la nostra è diventata terra di frontiera tra l’Africa che si avvicina e l’Asia che si avvelena è il pensiero di Geniale. La realtà non può rinunciare al sogno e non può essere questa è invece la tesi de La realtà non può essere questa condivisa con  il fratello Eugenio.

Non c’è riassume il Bennato pensiero: “Mi commuove la favola della title track perchè racconta di una purezza che non appartiene nemmeno a me che ho sempre voluto il successo anche quando nei primi anni 70 mi dicevano che avevo una voce sgraziata e non sarei andato da nessuna parte. Il problema è che il 90% del pubblico non sceglie ma subisce le proposte di chi seleziona, a monte, la musica che funzionerà. Eppure in questa dittatura musicale per fortuna c’è sempre spazio per proposte diverse dallo standard. In questo nuovo disco anche le canzoni del repertorio  rinascono con Bennato e  la band di amici e colleghi: Raffaele Lopez (pianoforte, organo Hammond, sintetizzatori, programmazioni), Giuseppe Scarpato (chitarre elettriche, chitarre acustiche, drums programming), Gennaro Porcelli (chitarre elettriche, chitarre acustiche, armonica) e  Arduino Lopez (basso).

Edo imita perfettamente il governatore della Campania De Luca (meglio addirittura di Crozza), accenna alla chitarra, armonica e tamburello a piede alcune delle canzoni, parla con lucida tenerezza della figlia ormai 15enne Gaia e dice che la scienza sconfiggerà anche il Covid. Sembra quasi sereno, anche se credo sia una condizione a lui estranea. Non c’è sicuramente è un’opera che non può mancare nella collezione di quelli che come me ‘bisognava mandare Bennato a memoria per essere dei veri rivoluzionari’, ma sicuramente è un ottimo strumento di comprensione per i più giovani. Perchè la modernità non è data solo dall’età anagrafica ma anche dalla brillantezza delle idee e risiede nella fatica di non essere mai accondiscendenti o comodi. Se qualcuno mi chiedesse di sacrificare Edoardo Bennato in una definizione musicale, sicuramente sceglierei il Punk, perchè provoca, scuote i nervi e i neuroni.

Paola Gallo©

 

 

 

 

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