NEGRAMARO:
CONTATTO è il disco della vita

Milano, 12 novembre 2020

Noi resteremo in piedi è la partenza, il primo capitolo e il manifesto di Contatto, il nuovo disco dei Negramaro. Sicuramente intenso e molto radicalizzato in un tempo e su una terra che stanno cercando di resistere ad uno tsunami imprevedibile e violento, il decimo disco della band è caratterizzato da una letteratura ben marcata con le nuove canzoni che arrivano come aria forte nei polmoni che, di questi tempi, sembra essere  il bene primario da troppo tempo sepolto dai consumismi eccessivi e dai deliri di onnipotenza e di immortalità. Noi resteremo in piedi racconta la voglia e il dovere di dire la propria, la convinzione importante di avere scritto una storia che continua, è la canzone che ha fatto scoppiare il big bang di Contatto e che ha dato anche la forza emotiva di indugiare sulla bellezza poetica di canzoni come Mandiamo via l’inverno (Che maledetto inverno e maledetto inverno, È solo errore nostro mandiamo via l’inverno), E se domani ti portassi al mare, La cura del tempo o Non è mai per sempre, la preferita da  Andrea Mariano (Andro) che ha prodotto il disco in maniera innovativa e contemporanea, facendo convivere futuro e radici. E, per restare nel futuro, l’unico featuring (al femminile) del disco dopo quelli del passato con Elisa e Dolores O’Riordan è  con la diciottenne  Madame in Non è vero niente. 

Questo album raccoglie luoghi di riflessioni contingenti ma immortali, un concept che  parte da piccoli gesti intimi, piccoli dettagli, azioni singole che creano  speranza per un mondo leggermente migliore di quello che abbiamo trovato e sporcato in maniera indelebile. Un amore rinnovato per la musica e per la vita,  aumentato a dismisura dopo la malattia e la guarigione di Emanuele (Lele) Spedicato. Tutto qui parla di rinascita e di speranza e  di crisi superata. Comunque vada e dovunque si diriga la musica , i Negramaro ormai hanno scritto una parte della storia della musica italiana,  con il loro rock cantautorale che ha in Lucio Dalla un icona stilistica e che in questo disco viene addirittura citato ne  La terra di nessuno con un riferimento alla canzone Anna e Marco che Giuliano definisce “La Bibbia”. Un’altra dedica è per il Maestro Ennio Morricone nel brano Dalle mie parti dove troviamo le orchestrazioni arrangiate dal Maestro Stefano Nanni, storico collaboratore di Luciano Pavarotti, che ha diretto per l’occasione l’Orchestra Roma Sinfonietta di Ennio Morricone. Il brano si chiude con una lunga e suggestiva coda orchestrale ispirata alle atmosfere dei film di Sergio Leone. Aspettando le 21.00 di oggi per vedere queste nuove canzoni suonare su un palco virtuale (Entra in contatto, l’evento prodotto da Sugar con la direzione creativa di Giò Forma)  dove la band si esibirà con un concerto esclusivo, per i titoli di coda rubo alcune parole di Giuliano che mi scaldano davvero il cuore: “Stringimi anche se questo mondo dovesse finire. Amami che semmai nuovo giorno dovesse arrivare ci trovi qui, stesi qui, ad aspettarlo così, così…”

Paola Gallo

 

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