Fiorella Mannoia: PADRONI DI NIENTE il disco della speranza e della cura

Milano, 6 novembre 2020

Oggi esce Padroni di niente, nuovo disco di Fiorella Mannoia: 8 canzoni necessarie, nate in una delle primavere più oscure degli ultimi anni, ma anche una delle  più ricche di speranza in quel che avrebbe dovuto delinearsi come un nuovo umanesimo. Ci ritroviamo oggi, giorno di inizio di un nuovo lockdown, a confrontarci con canzoni che non perdono comunque la loro forza, il loro importante punto di osservazione e che, soprattutto, stigmatizzano le cause e cercano di lenire la disperazione sociale di un’umanità messa duramente alla prova.

Il disco, che abbiamo conosciuto grazie all’anteprima scritta con Ultimo Chissà da dove arriva una canzone, si apre con la title track e nuovo singolo Padroni di niente, scritta con Amara, che riporta al mondo letterario di Che sia benedetta, fatto di speranza e invito al coraggio: “Qui c’è gente che spera in mezzo a gente che spara e dispera l’amore. Qui c’è chi non capisce che prima di tutto la vita è un valore, la vita è un valore”. Olà, scritta con Bungaro e Cesare Chiodo ci ricorda:  “Che l’amore è più forte di noi, ti accende, guarisce, difende, trascina, ti arrende. Ricostruisce l’amore…”. Eccomi qui (Bungaro, Cesare Chiodo e Carlo Di Francesco) sottolinea :“È così, è così. L’amore è un brivido ed è tutto qui. È così, è così…Se la vita è un attimo eccomi qui”.

In un periodo in cui sembra difficile trovare anche solo un interruttore per accendere la luce o lo straccio di una guida politica che non risponda a sterili logiche di potere, Fiorella Mannoia mette insieme pagine piene di poesia (“Sogna amore mio sogna al posto mio, vivi il tempo tuo inseguendo un principio, un valore, inseguendo l’amore che guarisca le paure”) e non risparmia acute osservazioni come in La gente parla scritta con Amara e Simone Cristicchi: “Le frasi dei soliti perbenisti o quelle dei giovani integralisti. Frasi perfette per una folla come aforismi da copia e incolla. Perché qui la gente parla, parla, parla…”.

Così come nel precedente disco anche qui torna la formula della canzone sospesa, che prende spunto dalla tradizione napoletana del caffè sospeso. Fiorella condivide uno spazio nel proprio album con un’artista emergente, la cantautrice Olivia XX con cui duetta sulle note di Solo una figlia (ultimo brano, che racconta le storie difficili, tragiche, di due giovani ragazze) ed è l’unica canzone che, per fedeltà alla realtà dei fatti, non riesce a regalare un possibile lieto fine. 

Durante la presentazione del disco Fiorella Mannoia non si astiene dal commentare la difficoltà che attraversa il mondo dello spettacolo sostenendo  e promuovendo tutte le azioni atte a dare ossigeno alla cultura che non va confinata tra le cose non indispensabili. E, parlando del tour previsto per maggio, dice che vuole impegnarsi perché sia possibile anche a teatri con capienze dimezzate.

Sembra che in questi giorni che ci stanno togliendo tante comode certezze, alcuni artisti si sentano ancora più stimolati a lasciare un segno. E Fiorella Mannoia lo fa molto bene con le sue parole che sanno pesare, con il coraggio di esporsi, sempre. Non vorrei però che questo non sottrarsi ai commenti sull’attualità togliesse attenzione a Padroni di niente un bel disco che vi consiglio di ascoltare con attenzione, anche più di quella che a volte utilizzano certi colleghi.

Paola Gallo ©

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