ALICE canta BATTIATO: Eri con me
Recensione e intervista

Milano, 25 novembre 2022

Immaginate la potenza lirica di Eri con me di Alice: un disco di canzoni interamente scritte da Franco Battiato selezionate durante la pandemia con l’aiuto di Francesco Messina, amico fraterno di Battiato e suonato da Carlo Guaitoli (pianoforte, direzione) e l’orchestra I Solisti Filarmonici Italiani. E’ come se l’assenza terrena del maestro e della libertà siano state riempite di poesia e voce.

Zero sovrastrutture, solo la voce perfetta di Alice che conosce a memoria Battiato e lo interpreta come fosse il naturale femmineo dello stesso artista. Rispetto, rigore, nessun abbandono alla retorica: arte lucida e commovente. Un comune sentire che vede le sue radici nel 1980 con Il vento caldo dell’estate e l’album Capo Nord. Con Gioielli rubati del 1985 per la prima volta Alice ha interpretato invece canzoni di Battiato non scritte per lei. La title track Eri con me arriva nel 2012 per l’album Weekend. Nel 2016  l’occasione del lunghissimo straordinario tour insieme Battiato e Alice.Nel 2020 il tour Alice Canta Battiato, un viaggio tutt’ora in corso, insieme a Carlo Guaitoli, pianista e direttore d’orchestra, già speciale collaboratore di Battiato per oltre vent’anni. Al tour hanno partecipato molti ensemble, in particolare i Solisti Filarmonici Italiani, che sono stati coinvolti anche nella registrazione del disco.

Un omaggio che risulta necessario e coerente dall’inizio alla fine delle canzoni con Torneremo ancora, ultima traccia terrena di Battiato, che Alice interpreta con una naturalezza impressionante: <<La conclusione dell’album con questa canzone – mi ha detto Alice durante l’incontro con la stampa – non era così certa proprio per il rispetto profondo che ho per Franco e per la sua versione, per quello che ha trasmesso pur con un filo di voce. Mi sono accostata con timore reverenziale ma tale è la potenza di questa canzone che si è imposta>>. Nella tracklist anche Povera Patria che da più di 30 anni affligge ma lascia la luce di quel Vedrai che cambierà: <<La speranza va sempre alimentata, ma una speranza cosciente che deve essere supportata da un desiderio consapevole e individuale di cambiamento, anche nei politici che si alternano al governo. Senza cambiamento personale non avverrà mai quello collettivo. Viviamo in una società che alimenta sempre di più il piano orizzontale, ognuno di noi ha sempre più difficoltà a trovare degli spazi per sè. Torniamo nelle nostre case alla sera consumati e senza la possibilità di esprimere un pensiero proprio. Tanti anni fa questo non c’era.>>

La cura fu anticipata al telefono da Battiato ad Alice: <<Non mi sarei mai aspettata di poter ascoltare il provino della canzone ed è stato un momento pazzesco. Mi sono commossa e gli ho proprio detto che aveva scritto un capolavoro. Cantarla in questo momento ha un valore assoluto, perchè l’amore di cui parla Franco è quello più elevato che l’essere umano possa provare. Amore è una parola a cui ognuno dà un significato in base al proprio sentire, ma l’amore è uno ed è quello che è vita, che ci comprende, da cui siamo separati. E Franco nel corso di tutta la sua vita ha trasmesso amore al livello più elevato senza citare mai il sostantivo amore tranne in rarissimi casi>>. La copertina è stata scattata a casa di Alice, scatto rubato da Francesco Messina. La canzone tecnicamente più difficile da interpretare  Sui giardini della preesistenza, emotivamente i brani con cui fare i conti Io chi sono e La cura. Quella invece che non è riuscita ad entrare con un po’ di rimpianto è L’ombra della luce che però Alice aveva già inciso. La scelta ha privilegiato canzoni mai pubblicate in precedenza.

Questo album festeggia involontariamente anche i 50 anni di carriera di Alice: <<Me ne sono resa conto mentre ritiravo il Premio Tenco quest’anno al Teatro Ariston a Sanremo. Ho fatto mente locale sul fatto che sono 50 anni che faccio dischi e bene o male sono ancora qua. Sono molto stupita di quanto la vita mi abbia concesso e non avrei mai immaginato di poter essere presente discograficamente così a lungo. Le collaborazioni però sono state fondamentali. Se non avessi incontrato Franco Battiato, Francesco Messina e Francesco Cattini (storico manager di Battiato) non sarei sicuramente qui. Franco non mi ha mai detto come cantare, ma quello che ha fatto all’inizio è stato valorizzare  tutto il mio registro di note basse che lui aveva colto immediatamente.>>

Da due anni e 94 concerti, Alice canta Battiato in tour e proseguirà con l’inserimento di alcune canzoni presenti nel nuovo album Eri con me. Nuove emozioni nel nome della bellezza assoluta.

Paola Gallo©

Condividi sui social:

Lascia un commento