gIANMARIA: Mostro è il nuovo disco
Recensione e Video Intervista

Milano, 1 febbraio 2023

gIANMARIA è l’artista che ha ricevuto più consensi nella serata di Sanremo Giovani a dicembre e parteciperà di diritto al Festival numero 73 dal 7 febbraio prossimo. Ci arriverà con il disco già pubblicato in digitale (venerdì 3 febbraio) che prende il titolo dalla canzone inedita che presenterà all’Ariston: Mostro. Il brano parla di solitudine, disagio, ricerca di un posto (nel mondo e non solo): «Ma che ti sembro un mostro?…che mi sono perso, ero solo distratto da me» un grido liberatorio che rompe lo schermo e la solitudine dei nostri smartphone.

Tutto il disco in verità è  una diagnosi urgente ed  accurata di ciò che è accaduto nell’ultimo anno nella vita  di gIANMARIA (classe 2002), che spiega così il concept del nuovo album Mostro: «La sensazione più presente durante questo periodo è stata quella di non essere abbastanza pronto ad affrontare la vita che mi sono scelto e per la quale ho lavorato tanto. Essendomi concentrato molto sulla musica ho lasciato indietro degli aspetti altrettanto importanti legati alla mia famiglia e ai miei amici».

E nel disco ci sono infatti una serie di riflessioni dall’amicizia con Migliore amico a Paura di me, brano in cui viene cantata la paura di prendere delle scelte e di perdere il controllo, fino a Se sono solo in cui vengono ripetute come un mantra le frasi rivolte da una ragazza allo stesso gIANMARIA: «Non cresci mai, non sei come me e non cambierai / E tutti i fiori che mi hai portato sono i nostri guai». Le relazioni e l’amore sono un fil rouge sempre presente nel disco: La città che odi tratta di dipendenza affettiva, Cuore è il ricordo di una storia che ha lasciato un segno profondo, mentre Tieni giù le mani è il rifiuto del ritorno di una persona: «Dimmi che ormai / Ci siamo accontentati di altre mille bocche / e tieni giù le mani». A chiudere il disco, un cambio di prospettiva attraverso uno sguardo meno intimista e rivolto al mondo con canzoni come: Popolare che esprime il desiderio di trovare un linguaggio universale, l’elogio alla creatività di Tutto quello che ho e Testamento una lettera dedicata ai suoi affetti più cari «Adesso ho molto più freddo non riuscivo proprio a scaldarmi / ho scritto il mio testamento».

A poche ore dall’inizio del Festival ECCO LA MIA VIDEOINTERVISTA A gIANMARIA (arrivate fino alla fine perchè se siete single c’è un appello molto interessante;-)). 

Paola Gallo

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