I Brani del Festival di Sanremo numero 69: Molte conferme e qualche fuoriclasse

Milano, 18 gennaio 2019

Mi approccio sempre con grande curiosità al momento che dà il via alla liturgia: l’ascolto dei brani del Festival di Sanremo presso la sede Rai di Milano. E’ il punto di partenza per un viaggio che si rivela sempre avventuroso. E le aspettative, spesso riposte in un nome, si svelano. Delusioni, sorprese, conferme. Mai come quest’anno (come già scrivevo qui dopo aver appreso il cast) trovo la proposta di Claudio Baglioni e della commissione artistica eterogenea e aderente ai gusti degli italiani, persino di quelli che per attitudine “schiferebbero” il Festival. Ma va detto che, mentre purtroppo il mondo alza muri, Sanremo li abbatte e anche artisti che di solito frequentano altri lidi o lo stesso in altre stagioni, varcano volentieri quella soglia.

Ma veniamo alle canzoni in gara. C’è un brano che non riesco a  valutare con gli altri ed è Argento Vivo che Daniele Silvestri condividerà con Rancore: Un vero pugno nello stomaco, un linguaggio e un suono a parte. Una storia dura di isolamento  trattata con un racconto in prima persona: “Ho 16 anni, ma è già da più di dieci che  vivo in un carcere…” e il rap di Rancore a rendere il tutto ancora più efficace e affilato. Silvestri, ancora una volta, va nella direzione in cui meno te lo aspetti. Geniale.

ACHILLE LAURO  –  ROLLS ROYCE

Semplice e divertente con unz unz e Rolls Royce a tutto spiano, questa canzone è una Vita spericolata 2.0: “No non è vita è rock’n’roll“. Outsider a tutti gli effetti Lauro se la gioca con molta leggerezza e non nella sua trap-comfort zone. Mah.

ARISA  – MI SENTO BENE

La canzone parte e chiude  lirica  ma racchiude nel cuore il mondo di Sincerità e di Lelio Luttazzi.  Rimane la sorpresa e il profumo di uno show d’altri tempi. Penombra e luce si alternano come gli stili e i battiti e “Se non ci penso più mi sento bene“. Piacerà.

LOREDANA BERTE’  – COSA TI ASPETTI DA ME

In forma e con una gran voce, Loredana tiene su con grande tensione una canzone fatta di domande, bilanci e riflessioni sull’amore: “Ma io non posso credere che esista un altro amore come te….” ma nulla di nostalgico o passatista. La Bertè si è sicuramente ritrovata e i suoi fan non avranno delusioni. Coerente.

BOOMDABASH  – PER UN MILIONE

Suono caldo ed estivo ma non troppo. Ottima per ingannare l’inverno (anche della vita): “Ti aspetterò perché sei tu che porti il sole”. La salvezza nei rapporti, le attese e il guizzo della quotidianità. Radiofonica senza strafare.

FEDERICA CARTA E SHADE – SENZA FARLO APPOSTA

Canzone teen e onesta con un buon impasto delle voci. Lui sfrutta le doti recitative, lei porta la melodia. Il brano è orecchiabile anche se prevedibile come il tema dell’amore a senso unico “E sono qui stasera ancora un’altra volta” ma loro profumano di buono. Quota bravi ragazzi.

SIMONE CRISTICCHI – ABBI CURA DI ME

Con Simone è arrivata la prima lacrima: “Il tempo ti cambia fuori, dentro ti cambia l’amore”. Manuale di psicologia applicata alla vita e un’apertura orchestrale commovente verso la fine. Cristicchi guarda negli occhi le canzoni e le fa entrare nell’anima. Curativa.

NINO D’ANGELO E LIVIO CORI – UN’ALTRA LUCE

Due voci e due generazioni che si incrociano attraversando la lingua italiana e napoletana. “Mai nessuno ha mai capito come scaldarmi…” incalza ipnotico e coinvolgente Livio Cori. Suoni che allontanano tutti le tentazioni neomelodiche. Inaspettata e affascinante.

EINAR – PAROLE NUOVE

A dispetto del titolo e della giovane età, Einar propone una delle canzoni più canonicamente sanremesi:  “Se te ne vai scriverò l’amore con parole nuove”. Avrei rischiato un percorso più attuale. Stantio.

EX OTAGO – SOLO UNA CANZONE

Cantare l’amore adulto non è semplice, soprattutto se si ha un’età che gira attorno ai 30 anni, ma gli Ex Otago ce la fanno benissimo. Con voce seducente accarezzata da luce e malinconia,  arriva finalmente una canzone che tratta il lato scomodo dell’amore: “Non è semplice restare complici…quando l’amore non è giovane”. Intrigante.

GHEMON – ROSE VIOLA

La voce di Ghemon è speciale, ma non per tutti. “Com’è difficile salvarsi…”  dalla solitudine e dalle spine sulle lenzuola recita un brano che porta rose viola alle orecchie di tutti. Come in un museo, servirà attenzione. Elegante.

 

IL VOLO – MUSICA CHE RESTA

Super classici come sempre e con un’età anagrafica lontana da quella delle loro canzoni: “Amore abbracciami e proteggimi…siamo musica che resta”. Riscuoteranno consensi, ma sono molto lontani dal mio gusto. Epica.

 

IRAMA – LA RAGAZZA CON IL CUORE DI LATTA

La violenza domestica è un tema difficilissimo da affrontare.  Irama ci riesce con credibilità senza diventare retorico. “Linda è cresciuta con un cuore che non batte a tempo…”. Penso a Mary e ai Gemelli Diversi perché anche il pop può dire la sua su temi così spinosi. Funzionerà.

MAHMOOD – SOLDI

Charlie Charles firma in assoluto il suono più contemporaneo del Festival. E, all’interno, un testo nel quale Mahmood  racconta un rapporto duro e irrisolto con il padre.  “Tu da me volevi solo soldi”  suona  liberatorio. Curerà il suo autore, coinvolgerà soprattutto i più giovani. Iconica.

MOTTA –  DOV’E’ L’ITALIA

Una delle voci più riconoscibili e intense poggia come sempre sulla chitarra per poi volare inaspettatamente altrove. All’inizio del brano si sente il mare, prologo di un viaggio, forse della speranza, con una domanda che oggi si fanno in molti: “Dov’è l’Italia amore mio, mi sono perso”. Intenso e riconoscibile.

NEGRITA – I RAGAZZI STANNO BENE

Tra le mie preferite. Ha un’indole rock e riesce a mettere gli occhi  sulla vita interiore e sul nostro tempo: “Voglio esplodere che la vita è una poesia” ma anche “far pace con i fantasmi sulle barche”. Nel mio podio.

NEK – MI FARO’ TROVARE PRONTO 

Sono pronto come non ho fatto mai per essere all’altezza dell’amore”. Nek ha energia da vendere in una canzone che sottolinea il suo percorso. Sincopata e orecchiabile lascia una bella parentesi ai violini e all’orchestra. Tonica.

ENRICO NIGIOTTI – NONNO HOLLYWOOD

Ma quand’è che passa che non mi passa”. Dedica intensa al nonno che non c’è più. Parte sussurrata e poi sale. In sottofondo Livorno e un tempo che sembra perduto. Arriverà al cuore. Cartolina di buoni sentimenti.

PATTY PRAVO CON BRIGA – UN PO’ COME LA VITA

Parte Patty: “Un po’ come la vita  senza più sognare” e poi arriva Briga a portare il suo tempo. Ricorda di giocare dice Patty in una ballata che resta. Un confronto convincente.

FRANCESCO RENGA – ASPETTO CHE TORNI

Canzone di Bungaro affidata a Francesco. Ballata pop che indaga sentimenti e attese. Cresce e mette in evidenza la voce di Francesco. Ritorna il ricordo della madre (“mi manca da trent’anni”) e uno sguardo rivolto verso l’alto. Sono certa che con l’orchestra volerà. Un porto sicuro.

ANNA TATANGELO – LE NOSTRE ANIME DI NOTTE

Canzone d’amore. Voce intonata che abbandona gli stilemi più classici. Anna sembra cresciuta e soprattutto più consapevole. Il dolore e le traversie spesso servono. La ragazza si è impegnata.

PAOLA TURCI – L’ULTIMO OSTACOLO

Pianoforte e partenza intensa.  “Fragili ma sempre in verticale…Ma è bellissimo pensare di cadere  insieme”. Canzone che trascina e cambia tono come la voce di Paola. Non facile e per questo molto interessante. Una certezza.

ULTIMO – I TUOI PARTICOLARI

Una storia che finisce e lascia ovunque I TUOI PARTICOLARI: “Siamo  soltanto bagagli viaggiamo in ordini sparsi”. Ballata semplice ma molto efficace.

THE ZEN CIRCUS – L’AMORE E’ DITTATURA

L’inizio è subito uno schiaffo in faccia dato da una voce provocante. Bello e accattivante l’incedere ma molto oscuro il testo “Ma non hai paura di nessuno se non della tua statura”. Esplode di strofa in strofa anche se non fa capire bene la destinazione. Oscura.

Annunciati anche i primi duetti di venerdì. La festa è cominciata. Seguitemi con il #SanremoFunky.

 

Paola Gallo©

 

 

9 Comments

  • segnato, di solito mi piace parecchio di quello che ascoltano le tue orecchie. l’unica delusione al momento è per i primi nomi dei duetti, sembra quasi (magari solo a me) che in tutta Italia ci siano i soliti 10 artisti in croce…

    • Devo convenire che al momento non ci sono stati annunci sorprendenti, ma sono solo i primi 11…

  • Solitamente dopo l’ascolto convengo con te sulle canzoni del mio podio, pertanto non vedo perché non fidarmi anche quest’anno.
    Fra poco più di 17 giorni parlerò con cognizione di causa!! Sicuramente mi piacerà l’ultimo lavoro di Elisa e di Giorgia. Ops sono ospiti. Grazie ? cara Paola sempre “preziosa” ??

    • Trovo che Anche Fragile di Elisa sia davvero un brano straordinario!! A presto con il #SanremoFunky

  • Mi chiedo dove sia la “confonrt zone” nel portare un pezzo trap con l’eccentricità di Achille Lauro e un titolo come “Rolls Royce” sul palco di Sanremo. Sarebbe stato “rimanere nella confort zone” se si fosse adattato alle tematiche e allo stile Sanremese, ma non mi pare (almeno dal titolo, che è lunico dato che per ora ho)

    • Infatti ho scritto esattamente quel che tu dici “Lauro se la gioca con molta leggerezza e non nella sua trap-comfort zone”. Il NON non è un dettaglio

  • “Anche Fragile” è decisamente straordinaria, ma partendo dal fatto che io adoro tutti i lavori di Elisa, questo album è un capolavoro, non mi annoio mai ad ascoltarlo. Io sono del parere che un album ha una soglia altissima quando non c’è canzone che non ascolti volentieri. Buon week end Paola e stasera forza Inter ❤️???

  • Concordo pienamente! Un capolavoro, un brano più bello dell’altro

Lascia un commento