FESTIVAL DI SANREMO 2019:
Vicino alla musica che si ascolta davvero

Milano, 22 dicembre 2018

E’ uno dei Festival di Sanremo a più alto tasso di felicità (e lo dimostrano i miei tweet e i messaggi notturni) ed uno dei più aderenti alla musica che si ascolta in Italia. Claudio Baglioni ha avuto il merito di far uscire definitivamente di scena il teatrino degli orrori che ogni anno radunava proposte improbabili e artisti che sembrava dimorassero nelle quinte dell’Ariston. Scorrendo l’elenco dei 22 (più i due giovani decretati in queste serate di Sanremo Giovani Einar e Mahmood) che dal 5 al 9 febbraio 2019 daranno vita all’edizione numero 69 del Festival, si trova la realtà musicale rap/trap rappresentata da Achille Lauro, classe 1990,  e il suo contrario tradizional-melodico Anna Tatangelo che però curiosamente proprio quest’anno hanno realizzato un featuring.

Ci sono Ghemon (che apprezzo da anni e al quale mancava sicuramente un’esposizione mediatica di grandi numeri) e gli Ex Otago (Marassi è un disco super, recensito qui) ma anche band ad altissimo tasso di credibilità come i Negrita. Simone Cristicchi che a teatro da anni sta mettendo in scena momenti di vita bellissimi (qui una mia intervista), Daniele Silvestri che si appresta a festeggiare 25 anni di carriera con una lunga tournée nei palasport e un nuovo progetto discografico ricco di suoni da grandi spazi e Francesco Motta che ha pubblicato uno dei miei dischi favoriti del 2018 (Vivere o morire).

In quota artiste che stimo davvero molto anche se molto diverse tra loro ci sono Paola Turci, Loredana Bertè, Arisa e Patty Pravo (in duetto con Briga). Realtà consolidate ma sempre in movimento come Nek e Francesco Renga (cuori di amicizia per lui)  e gruppi che meritavano questo palco (ma apprezzo il giusto coraggio della direzione artistica) come Zen Circus e Boomdabash (qui la mia ultima intervista). Apprezzo la presenza di Enrico Nigiotti, buona penna e bel cuore e il coraggio di limitare al minimo invece la comfort zone lirico popolare rappresentato da  Il Volo. Quota sorpresa-teen per Federica Carta e Shade, ma occhio anche Nino D’Angelo con Livio Cori (Liberato?due artisti poliedrici dai percorsi diversi ma che hanno in comune esperienze da attore. 

Sui vincitori di Sanremo è sempre difficile scommettere e i favoriti generalmente non conquistano mai il podio ma se oggi mi obbligaste a fare una previsione punterei senza dubbio su Ultimo o Irama, giovani talentuosi cantautori che tornano entrambi al Festival (Ultimo dopo averlo vinto e con un anno di strepitosi traguardi) e l’altro per  raccogliere anche in riviera i consensi trovati altrove. Poi però arrivano le canzoni che cambiano tutto e si fanno strada, a prescindere da chi le canta e lì si potrà fare davvero un primo verosimile bilancio. Per chiudere sui giovani, valorizzati quest’anno da due prime serate su Rai Uno, sono davvero felice per Mahmood che ha proposto un brano impegnativo e coraggioso, dai suoni potentissimi e un’impronta internazionale. Trovo però ci fosse poco altro di valore, insomma se spesso erano i giovani a svoltarmi i Festival, devo dire che quest’anno li ho trovati piuttosto deludenti (eccezion fatta per Cordio, La Rua, Marte Marasco, Federica Abate e poco altro). Prossima tappa l’ascolto delle canzoni e poi un nuovo viaggio per il #SanremoFunky che potrete seguire qui e su altre Onde che vi svelerò a breve.

Paola Gallo©

 

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